Il Gelato, ecco un pò di storia

7 08 2009

gelato

Il gelato viene comunemente definito come una “preparazione alimentare ottenuta con una miscela di ingredienti portata allo stato solido o pastoso mediante congelamento e contemporanea agitazione”.

In origine il gelato non era certamente quello che noi conosciamo. Nell’antichità, probabilmente, si refrigeravano frutta, latte e miele per farne cibo ghiacciato. Esiste uno studio europeo sui cibi conservati tra i ghiacci da parte di popolazioni Neanderthalliane, i quali nascondevano tra le nevi e allo scopo di preservare la loro durata bacche e pezzi di carne di cervide, nonché frutti secchi. In seguito popoli più evoluti conobbero attraverso l’allevamento quello che era il latte ghiacciato, alimento tutt’altro che raro nei periodi invernali.
Alla fine del IX secolo gli Arabi occuparono la Sicilia dove trovarono i nevaroli e le neviere, che per secoli rappresentarono la sola soluzione sia per il piacere dei prodotti freddi, sia per la conservazione. Poiché con il miele, unico dolcificante noto allora, non sarebbe stato possibile creare una granita, è grazie alla canna da zucchero che gli Arabi trovarono in Sicilia che fu possibile creare le prime granite. Lo scrittore arabo Ibn Ankal scrive: “Lungo la spiaggia, nei dintorni di Palermo, cresce vigorosamente la canna di Persia e copre interamente il suolo; da essa il sugo si estrae per pressione.” Inoltre in Sicilia si trovava abbondantemente il sale marino e la neve (sull’Etna, sui monti Iblei, sulle Madonie).
Il gelato come “impresa” deve invece le sue origini a Francesco Procopio dei Coltelli cuoco siciliano.
Procopio utilizzò un’invenzione del nonno Francesco, un pescatore che nei momenti di libertà si dedicava all’invenzione di una macchina per la produzione di gelato, la quale ne perfezionasse la qualità fino ad allora esistente. Un giorno riuscì nel suo intento, ma ormai anziano decise di lasciarla in eredità al nipote. Procopio, tempo dopo, stanco della vita da pescatore prese la sua macchinetta e cominciò a studiarla, fece diverse prove e alla fine decise di partire in cerca di avventura.
Arrivò dopo tanti insuccessi, e successivi perfezionamenti fino a Parigi.
Scoprendo l’uso dello zucchero al posto del miele e il sale mischiato con il ghiaccio (eutettico) per farlo durare di più fece un salto di qualità e venne accolto dai parigini come geniale inventore: aprì nel 1686 un locale, il Café Procope. Dopo poco, dato l’enorme successo ottenuto, si spostò in una nuova e più grande sede (oggi in rue de l’Ancienne Comédie), di fronte alla “Comédie Française”. Quel “Café” offriva: “acque gelate“, (la granita), gelati di frutta, “fiori d anice“, “fiori di cannella“, “frangipane“, “gelato al succo di limone“, “gelato al succo d’arancio“, “sorbetto di fragola“, in una “patente reale” (una concessione) con cui Luigi XIV aveva dato a Procopio l’esclusiva di quei dolci. La fama di “più celebre Caffè letterario d’Europa” deriva dal fatto che i suoi clienti non erano soltanto gli attori, le attrici e gli altri componenti della Commedie Francaise, ma anche e soprattutto degli intellettuali, filosofi, letterati, Voltaire, George Sand, Balzac, Victor Hugo, Diderot, D’Alembert, De Musset, il Dottor Guillotin che diede la ghigliottina alla Francia, il tenente Napoleone che una sera lasciò in pegno il suo Bicorno per non avere avuto il denaro necessario a pagare le consumazioni offerte ai suoi amici…
Il “Café Procope” esiste ancora, anche se non più esercente la brillante attività che lo rese famoso in tutta Europa.
Dunque la diffusione su scala “industriale” del gelato nel mondo partì dalla Sicilia e più precisamente da Catania. Nel 1773 lo scozzese Patrick Brydone scriveva: “L’Etna fornisce neve e ghiaccio non solo a tutta la Sicilia, ma anche a Malta e a gran parte dell’Italia, creando così un commercio molto considerevole“. A prescindere dalla verità storica di questi fatti, l’origine italiana del gelato viene riconosciuta in gran parte del mondo (non è inusuale, nelle gelaterie estere, vedere indicazioni come “vero gelato italiano“).

Fonte: Wikipedia





Puristi della tavola, dietrofront: “Il cibo biologico non è migliore”

7 08 2009

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Care mamme, non lasciatevi ingannare. Vorrebbero convincervi che i cibi biologici sono garanzia di migliore qualità e più salutari per i vostri figli. Ma non è vero. È questa la conclusione resa nota ieri dalla «Food Standards Agency», l’agenzia governativa britannica per gli alimenti, dopo un’indagine durata 12 mesi e condotta sulla base di oltre 160 ricerche degli ultimi 50 anni.

A quanto pare il mondo bio è solo un mito, una bolla inconsistente dal punto di vista nutrizionale, ma incisiva sul fronte economico. E allora, avvertono gli inglesi, bisogna fare attenzione a chi cerca di confondere le idee, convincendo a comprare a caro prezzo frutta e verdura, ma anche carne, bevande, cosmetici e prodotti di ogni tipo perché «naturali» e, quindi, incredibilmente sani, specie se confrontati con prodotti dello stesso tipo, ma «normali». A vendere illusioni sono i mercanti di quei cibi il cui unico scopo è di aumentare il costo della vostra spesa, in media il 26 per cento in più, a loro esclusivo vantaggio. Perché «le differenze rilevate nei nutrienti contenuti nei prodotti biologici rispetto a quelli più convenzionali ci sono, ma non rilevanti al punto da incidere sulla salute dei consumatori», spiega Alan Dangour, tra i principali autori dello studio.

Il cibo biologico vorrebbe abolire gli antiparassitari. Ma i preparati chimici devono essere considerati uno strumento indispensabile per la produzione agricola sicura ed ecologicamente accettabile. Progettare di abbandonarne l’uso è innanzitutto contraddittorio se, allo stesso tempo, si mantiene l’attuale riluttanza ad accettare i prodotti geneticamente migliorati (Ogm), i soli che possano lasciare speranze, se non di abbandono, certamente di riduzione dell’uso di antiparassitari e fitofarmaci. Ma è anche suicida. In assenza di difese dall’esterno, il vegetale se lo produce da sé il proprio antiparassitario naturale, e in quantità che non tengono certo conto del fatto che i bambini quel vegetale dovranno mangiarselo. A sostenere la tesi britannica è la ricerca, fatta tempo fa in America, sulle patate biologiche: sequestrate dal mercato perché risultarono tossiche ai bambini, a causa dell’eccesso di solanina che esse producevano; e più recentemente, in Italia, i bambini di una scuola elementare si ritrovarono a masticare, assieme al riso, anche dei vermi, la cui presenza – si «difese» la ditta fornitrice – era dovuta al fatto che quel riso era, appunto, biologico. Vi dicono che la pratica biologica non usa prodotti chimici di sintesi. Ma non vi dicono che non v’è alcuna differenza tra un prodotto chimico «naturale» o di sintesi: l’aspirina che acquistate in farmacia è un prodotto chimico di sintesi, anche se può essere estratta dalla corteccia del salice (troppi salici ci vogliono per produrre una pasticca). Vi dicono che, in caso di malattia, essa viene curata coi prodotti omeopatici. Ma non vi dicono che l’omeopatia non cura alcuna malattia. Semplicemente non può farlo. L’omeopatia non ha mai curato nessuno, né pertanto mai curerebbe le eventuali infezioni di una vacca, il cui latte viene etichettato «biologico» solo perché la pratica biologica prescrive l’uso della pratica omeopatica.

Fonte: IlGiornale.it





Vio: il latte frizzante by Coca Cola

5 08 2009

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La Coca-Cola non manca certo di fantasia: via al latte con le bollicine!

A partire da questa settimana, gli abitanti di New York, Los Angeles e San Francisco si troveranno a svolgere il delicato compito di “cavie”, assaggiando e commentando il gusto della nuova bevanda proposta dalla Coca-Cola, il latte frizzante “Vio”. Se le bollicine solleticheranno piacevolmente il palato dei cittadini americani, il prodotto sbarcherà anche in Europa e nel resto del mondo.

La bevanda è a base di latte scremato, acqua frizzante ed è aromatizzato in quattro gusti: mango e pesca, limone, tropicale e frutti di bosco. E siccome anche l’estetica conta,“Vio” si presenta in eleganti bottigliette da 237 millilitri, d’alluminio satinato bianco e con bollicine colorate differenti a seconda del gusto. Ogni bottiglietta garantirebbe il 15% del calcio necessario ogni giorno, oltre alla vitamina C antiossidante. Se le bevande a base di latte sono molto popolari in Asia, in America e in Europa non sono granché conosciute. Da noi dominano il latte col cioccolato o al massimo il frappé, ma nulla di più complesso.

“Vio” fa parte di un progetto più ampio di Coca Cola, il «Pro Life», destinato a sviluppare nuovi prodotti che aumentino l’interesse dei consumatori per il latte. Chissà se le bollicine riusciranno ad averla vinta…In ogni caso, è pur vero che il latte non è più quello di una volta.

Fonte: Geebo





Sai mangiare? scoprilo su: sapermangiare.mobi!

5 08 2009


È on line il primo sito interattivo sull’alimentazione, www.sapermangiare.mobi, realizzato dall’INRAN (presieduto da Carlo Cannella) e con il contributo economico del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Uno strumento gratuito ed accessibile a tutti, dal computer e dal cellulare, che prevede anche un personal trainer che vi segue via mail per costruire uno stile di vita bilanciato. Disponibili poi, le curiosità e i dubbi sull’alimentazione, oltre alle Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana, in versione video.

Fonte: MarioRagona





Cuochi senza frontiere, la provincia di Foggia alla ribalta nazionale

12 06 2009
Isole Tremiti

Isole Tremiti

Bellezze paesaggistiche e specialità enogastronomiche del Gargano e del Subappennino alla ribalta nazionale. La Capitanata torna ad essere protagonista della trasmissione Tv ‘Cuochi senza frontiere’, in onda su Rete 4. Dopo la puntata di sabato 6 giugno, domani, alle 11.40, le telecamere di Mediaset saranno nuovamente a Vieste. Grazie all’intervento organizzativo e alla sponsorizzazione di ‘Promodaunia’ – la Società Consortile per la tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale e produttivo della provincia di Foggia – il programma televisivo, condotto da Davide Mengacci, ha infatti portato all’attenzione del grande pubblico Foggia, Vieste e Accadia. Domani il viaggio in provincia di Foggia continuerà con le Isole Tremiti, San Giovanni Rotondo, la Foresta Umbra, il lago di Lesina e la costa del Gargano. Il servizio speciale, intitolato ‘Il tesoro’, sarà invece dedicato all’anfiteatro di Lucera, recentemente inaugurato e restituito alla comunità di Capitanata. ‘Abbiamo ritenuto si trattasse di un ottimo veicolo di promozione del nostro territorio – spiega Maria Elvira Consiglio, Presidente di ‘Promodaunia’ -, per far conoscere le tante proposte di una terra ricca di memorie, storia e tradizione’. Nel corso delle puntate, due concorrenti locali, con la passione per la cucina, sono impegnate in una goliardica sfida culinaria. ‘Anche questo – conclude il presidente Consiglio – è un modo per promuovere prodotti tipici del territorio ed incentivare il turismo enogastronomico’.

Fonte Teleradioerre





La pizza Margherita festeggia 120 anni

11 06 2009


Le origini della Pizza Margherita

Pomodoro e mozzarella, oltre a farina, sale e lievito, sono gli ingredienti di base della pizza margherita, uno dei piatti più amati in tutto il mondo e le cui origini sono da rintracciare nell’arte culinaria napoletana.

Già a metà del ‘700 nel Regno di Napoli nasceva dal connubio tra pasta e pomodoro la pizza, un cibo molto apprezzato sia dai ceti poveri che tra quelli nobili.

Fu però solo nell’800 che nacque quella variante della pizza napoletana nota come pizza margherita.

Secondo antiche credenze popolari nel 1889 Raffaele Esposito, il pizzaiolo più celebre di Napoli, venne invitato dalla regina Margherita di Savoia alla reggia di Capodimonte affinchè assaggiasse la pizza.

Il pizzaiolo creò e dedicò alla sovrana una pizza a base di basilico, mozzarella e pomodoro, tre ingredienti a cui corrispondevano i colori della bandiera sabauda, rispettivamente verde , bianco e rosso, e la chiamò, in onore della regina,“Margherita”.

Una festa in grande stile per la regina delle pizze

A distanza di 120 anni da quella data, Napoli ha deciso di dedicare una vera e propria festa al piatto più amato dagli Italiani.

Proprio oggi, giovedì 11 giugno, tamburini, sbandieratori ed oltre 100 figuranti indosseranno abiti di fine ‘800 sfilando per le vie della città. Una carrozza trasporterà la regina Margherita di Savoia da piazza Plebiscito per le vie principali della città. Un corteo giungerà fino al locale erede di quello in cui lavorò il pizzaiolo Raffaele Esposito, la pizzeria Brandi, dove tranci di pizza Margherita verranno offerti da sedici “pescatori” alla regina e ai passanti.

Articolo di sdamy.com





Operazione Nas contro cucina molecolare, 600 sequestri

8 06 2009

Maxioperazione dei Carabinieri dei NAS contro alcuni additivi e prodotti della cosiddetta “cucina molecolare”. I NAS hanno sequestrato e sottratto al consumo oltre 600 confezioni di additivi e prodotti similari destinati all’impiego come ingredienti in preparazioni alimentari nell’ambito della “cucina molecolare” o “cucina chimica”. Le attivita’ ispettive, che proseguono in tutto il territorio nazionale, hanno riguardato 15 diverse tipologie di questi prodotti di provenienza estera, evidenziando irregolarita’ amministrative in materia di etichettatura e di indicazioni obbligatorie di legge previste per gli additivi destinati all’alimentazione umana. L’intervento dei Carabinieri e’ stato esteso, per il momento, su 98 obiettivi destinatari ed intermediari della commercializzazione di tali prodotti, individuati tra ristoranti, alberghi, servizi di ristorazione a bordo di navi turistiche, nonche’ aziende di importazione e distribuzione.

Ci tengo a sottolineare che questi prodotti sono stati sequestrati dai Nas poichè le etichette non erano a norma di legge, non perchè dannosi se utilizzati in piccole quantità nella preparazione di cibi.





Livestream – La Cucina Italiana TV

6 06 2009

Vi segnalo un nuovo canale TV in streaming, creato da “La Cucina Italiana” che oltre a fornirci una rivista sempre più ricca di contenuti ora ci documenta con video ricette.

Livestream – La Cucina Italiana TV





L’HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) e i suoi principi

6 06 2009

haccp

L’Haccp un sistema di autocontrollo fondamentale per il settore della ristorazione, eccovi tutti i suoi principi.

L’HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) è un sistema di autocontrollo che ogni operatore nel settore della produzione di alimenti deve mettere in atto al fine di valutare e stimare pericoli e rischi e stabilire misure di controllo per prevenire l’insorgere di problemi igienici e sanitari.

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Approfondimento sugli additivi alimentari

30 05 2009

Danno colore, sapore e consistenza ai cibi che consumiamo. Queste sostanze sono molto criticate ma anche controllate. E spesso le ingeriamo senza saperlo. Dai coloranti ai dolcificanti, ecco ciò che c’è nelle nostre pietanze
Approfondimenti

* GLI ADDITIVI:
* Zucchero o dolcificante?
* LA TABELLA:
* I coloranti sull’etichetta
* IN CUCINA:
* Conserve artigianali, sai come farle?

Maionese industriale liquida, succhi di frutta dal colore scuro e marmellate che non si spalmano. Se non ci fossero gli additivi alimentari questi prodotti, come tanti altri, sarebbero proprio così. Cosa sono queste sostanze spesso criticate e poco conosciute? “Gli additivi alimentari – spiega il dottor Paolo Stacchini, direttore del reparto sicurezza chimica nelle filiere alimentari dell’Istituto superiore di sanità – si aggiungono volontariamente ai cibi nelle fasi di produzione per fini tecnologici: cioè per conservarne sia le caratteristiche organolettiche sia quelle del prodotto originale”.
L’aspetto, il sapore, l’odore e la consistenza di ciò che si consuma a tavola, è in gran parte dovuto agli additivi, spesso criticati ma molto controllati. In Europa tutto passa per l’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) che periodicamente esprime pareri scientifici sulla sicurezza degli additivi e degli aromi usati nei cibi. A livello internazionale, invece, i controlli vengono svolti dal Jecfa (Joint of expert food additive and contaminants), un organismo della Fao e dell’Organizzazione mondiale della sanità.

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